Attacco a Terra nelle costruzioni in Legno con Marciapiede Drenante

MARCO ARATA • ott 03, 2017

Quando si sceglie un edifico in legno le possibilità progettuali si ampliano e si possono abbandonare gli schemi delle costruzioni tradizionali anzi…  le esigenze di una struttura più leggera ma anche più delicata impongono di ripensare il modo di costruire fino a ieri adottato dalla maggior parte dei progettisti.

 Nelle costruzioni in legno  la priorità è proteggere adeguatamente le strutture dall’umidità!

 Problema principale da risolvere è l’Attacco a Terra ovvero il punto in cui le Pareti verticali appoggiano per scaricare le sollecitazioni sulla fondazione, generalmente, in cemento armato. 

Molte sono le soluzioni che sono state proposte e molti di più gli errori che hanno portato a danni spesso irrecuperabili alla costruzione. 


Qui presentiamo il metodo da Noi ideato e che da anni si dimostra efficace sia per la soluzione del ponte termico sia per la protezione dall’umidità di risalita.

L’appoggio su fondazione con marciapiede drenante. 

Si tratta di un modo semplice da realizzare che consente di poter realizzare un solido marciapiede con finitura elegante ed a basso costo. 


Per prima cosa si costruisce la platea in C.A. sul fondo bonificato con ghiaia naturale oppure graniglia di vetro cellulare a seconda se si voglia avere la platea calda all’interno dell’involucro riscaldato da utilizzare come volano termico oppure fredda da isolare in questo secondo caso all’estradosso con uno strato di XPS.



 Allo stesso livello di estradosso si getta il marciapiede staccato di 30 cm. dal perimetro della casa, con  dei rientri solo in prossimità delle soglie di ingresso di porte o portefinestra.


Questo deve essere posato su un letto di ghiaia drenato da un tubo micro-forato che incanala l’eventuale acqua piovana che potrebbe infiltrarsi in caso di pioggia con vento nella spazio rimanente fra cappotto e marciapiede. 


Finitura e correzione del ponte termico

Infine la platea sottostante all’abitazione riscaldata sarà impermeabilizzata con una guaina al poliestere che poi sarà sigillata con il freno al vapore, tramite un nastro butilico per garantire la tenuta all’aria.

Mentre la superficie superiore del marciapiede verrà rifinita, immediatamente dopo il getto, con la posa di stampi in silicone sul cemento fresco per dare sagomature a scelta (simil pietra, simil porfido, etc.).


Seguirà un ciclo di trattamenti per l’indurimento e la protezione della superficie calpestabile. In questo modo si ottiene una finitura calpestabile a basso costo e durata praticamente infinita.


 Dopo la posa della parete esterna del fabbricato (XLAM o Telaio) si potrà incollare la zoccolatura del capotto esterno in XPS scendendo fino sotto il livello del camminamento esterno e andando a correggere il ponte termico alla base della platea in modo molto più efficace. 


Questo sistema di drenaggio dell’attacco a terra si può utilizzare efficacemente anche nelle ristrutturazioni per risanare le murature posate direttamente dentro al terreno.


Le foto si riferiscono a Villa Eleonora realizzata in struttura a Telaio Prefabbricato e certificata CasaClima A nel 2106.

Autore: MARCO ARATA 03 apr, 2024
La tecnica di costruzione di case in paglia, nota anche come “paglia-argilla” perché generalmente è abbinata ad una finitura con un intonaco naturale in argilla, è una pratica antica che sta guadagnando popolarità per la sua sostenibilità e i suoi benefici ambientali. Di solito coinvolge l’uso di balle di paglia compressa all’interno di un telaio strutturale, spesso realizzato in legno o bambù. La paglia viene compressa e intrecciata per formare pannelli che vengono quindi rivestiti con argilla cruda o un mix di argilla, sabbia e acqua. Questo rivestimento protegge la paglia dall’umidità e dagli agenti atmosferici, rendendo le case resistenti e durevoli. La definizione “in Paglia” è impropria in quanto la portanza della struttura è affidata ad un telaio in legno costituito da un telaio di travi lignee oppure tavole di profondità sufficiente ad alloggiare le balle in paglia negli spazi vuoti in modo che possano fungere da tamponamento e isolamento allo stesso tempo.
Autore: MARCO ARATA 18 mar, 2024
Creare una bucatura nell’involucro fino a ieri aveva il duplice scopo di dare aria e luce all’abitazione attraverso una finestra apribile. La funzione di aerazione, che era in parte volontaria quando aprivamo le finestre lasciando fuoriuscire il calore e in parte involontaria quando dalla finestra chiusa entrava aria dagli spifferi, accompagnata da indesiderati ospiti come polvere, freddo e rumore ora è totalmente affidata al sistema di Ventilazione Meccanica mentre i serramenti sono sigillati a perfetta tenuta d’aria. Oggi nelle Case a basso consumo energetico la funzione di ricambiare l’aria è assegnata al sistema di ventilazione meccanica (VMC) in modo da eliminare gli sprechi energetici ed introdurre la giusta quantità d’aria di rinnovo che entra nell’ambiente dopo essere stata accuratamente pulita passando attraverso a filtri e ionizzatori. La finestra finalmente liberata dalla funzione di aerazione riesce ad assolvere meglio all’obiettivo di illuminazione non essendo più necessario che tutti i serramenti siano apribili si possono realizzare ampie vetrature fisse senza gli spessi montanti centrali che impedivano di godere appieno della vista esterna, i grandi vetri inoltre consentono di sfruttare al massimo l’apporto solare utilissimo nella stagione invernale per risparmiare sul riscaldamento.  Questa rivoluzione del sistema finestra consente di avere una casa più salubre e pulita sprecando meno energia e infine ci permette di creare un habitat più confortevole alla temperatura e umidità desiderata da chi abita la casa.
Autore: MARCO ARATA 04 dic, 2023
 Come si realizza una Casa Passiva? In una casa Passiva si deve isolare tutto l’involucro disperdente (Tetto, Pareti, Finestre, Fondazioni) riducendo al minimo i punti di discontinuità che chiamiamo Ponti Termici e che rappresentano i punti critici dove si forma la condensa e la muffa. Basta solo questo? Non Basta! Occorre eliminare tutti gli spifferi sigillando le giunzioni e tutti i componenti dell’involucro realizzando un perimetro di “Tenuta all’Aria” interno all’isolamento . Ma per cambiare aria come si fa? Il rinnovo dell’aria non avviene manualmente in modo casuale e disordinato ma utilizzando un’impianto di “Ventilazione Meccanica Controllata” detto VMC che ricambierà l’intero volume d’aria interno ogni due ore. Inoltre interverrà quando i sensori presenti sulla macchina rilevano un eccesso di umidità o di Anidride Carbonica, ad esempio quando fate la doccia oppure invitate amici a cena. Tutto questo avviene senza disperdere energia, come succede in una casa tradizionale quando spalanco le finestre, perché il flusso di aria di rinnovo fredda proveniente dall’esterno viene preriscaldato dall’aria esausta interna prima di essere espulsa passando in un recuperatore a flusso incrociato . Ma per cambiare aria come si fa? La VMC viene utilizzata anche per climatizzazione dell’abitazione ed essendo ad aria funziona sia come riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo. Tutti questi accorgimenti portano ad ottenere un ambiente abitativo sano e confortevole con un consumo energetico minimo.
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